Il sentiero dei Piccoli Maestri ripercorre alcune zone frequentate dai Partigiani durante la seconda Guerra Mondiale descritte nel libro di Luigi Meneghello “I piccoli maestri”. All’inizio del percorso a Malga Fossetta c’è una bacheca con la descrizione del sentiero, lungo il tragitto si trovano tre leggi con riportati dei brevi bani del libro e una scolpitura su pietra. Nei pressi di Cima Incudine si incontra una lapide a ricordo dei sei Partigiani caduti e alla fine del sentiero c’è la lapide di Rinaldo Rigoni “Moretto”. Il ritorno può essere effettuato anche ritornando al bivio nei pressi di Porta Incudine, seguire verso est il sentiero 842 fino ad incrociare il sentiero 845 che conduce a Malga Fossetta.

| Denominazione | Sentiero dei Piccoli Maestri |
| Itinerario | Malga Fossetta 1666 m – Porta Incudine 1860 m – Cima Incudine 1939 m – Selletta tra Cima Incudine e Cima Isidoro 1900 m |
| Dislivello | 319 metri |
| Tempo di percorrenza | h 1:20 |
| Difficoltà | Facile avvicinamento su mulattiera fino a Porta Incudine, poi breve tratto di salita su sentiero abbastanza ripido fino a Cima Incudine. |
| Periodo consigliato | Da giugno a ottobre |
| Punti di appoggio | Malga Fossetta |
| Punto di Partenza | Da Gallio si prende la strada che porta a Campomulo e quindi a Mandrielle; si prosegue per la strada che porta a Piazzale Lozze fino alla località Tiffgruba dove, dopo aver percorso 100 di strada asfaltata si svolta a destra su strada bianca fino a Malga Fossetta. Volendo evitare la strada bianca si può arrivare a Malga Fossetta seguendo la prima parte del sentiero 845. |
| Aspetti naturalistici e storici | avvicinamento su bosco misto abbastanza rado, a Porta Incudine e a Cima Incudine punti panoramici con ampia visione sulla Valsugana. Interessante vedere dove i Partigiani sono stati spinti durante il rastrellamento e dove alcuni sono caduti. |

“Asiago, l’Altopiano, è un luogo che esercita un’attrazione speciale su di me e sui miei amici. Tornarci è stato a lungo, in parte è ancora, quasi una mania per noi: specialmente in certi periodi dell’anno che corrispondono a eventi accaduti lassù, si va in altopiano quasi per una legge di natura, sembriamo uccelli migratori, spontaneamente ci orientiamo verso quelle rocce quei boschi”.
